Trump alza la pressione sull’Iran: basi Usa nel mirino, diplomazia ormai congelata

24 Luglio 2026   16:15  

Raid statunitensi per la tredicesima notte, droni su Erbil e minacce iraniane agli alleati di Washington mentre la Casa Bianca valuta nuove ritorsioni militari regionali.

La crisi tra Stati Uniti e Iran entra in una nuova fase di tensione. Secondo il Wall Street Journal, Donald Trump sarebbe sempre più scettico sulla possibilità di arrivare a una soluzione diplomatica e avrebbe assunto una linea definita da fonti vicine alla Casa Bianca come “modalità vendetta” nei confronti di Teheran.

Il presidente americano ha annunciato che, da ora in avanti, eventuali danni a navi, carichi o infrastrutture legate al traffico marittimo saranno compensati utilizzando i fondi iraniani detenuti e controllati dagli Stati Uniti. Una scelta duramente contestata dal ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi, che ha parlato di “precedente esplosivo”, avvertendo che la normalizzazione della confisca di beni statali potrebbe mettere a rischio gli asset di qualunque Paese.

Sul terreno, intanto, il confronto militare continua. Il CentCom ha confermato una nuova ondata di attacchi contro obiettivi militari iraniani, arrivata alla tredicesima notte consecutiva di raid, come riportato da Reuters. L’obiettivo dichiarato di Washington resta quello di ridurre le minacce dei pasdaran al traffico commerciale e alle rotte strategiche dell’area.

Nelle stesse ore, esplosioni e fumo sono stati segnalati nei pressi dell’aeroporto di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dove sono presenti truppe della coalizione guidata dagli Stati Uniti. Secondo Associated Press, droni esplosivi hanno preso di mira la città, mentre diversi Paesi dell’area hanno riferito intercettazioni o allarmi legati ad attacchi iraniani.

Teheran ha inoltre avvertito che qualsiasi Stato disposto a “partecipare, collaborare o assistere” gli Stati Uniti sarà considerato responsabile. Le Guardie Rivoluzionarie hanno invitato i civili a mantenersi ad almeno 500 metri dalle basi americane in Medio Oriente.

Nel mirino iraniano finiscono anche le basi britanniche concesse alle forze Usa. Londra ha replicato affermando di essere pronta a difendersi “24 ore su 24”. La diplomazia resta formalmente aperta, ma il margine politico sembra ridursi di ora in ora.


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