Bimba morta a Palermo, la madre accusa i medici: «L’hanno sottovalutata»

21 Agosto 2026   14:38  

Duro sfogo della madre della piccola Anna Rosa mentre proseguono gli accertamenti sulla sospetta difterite. Ricoverato anche il cuginetto, vaccinato e non grave.

Dopo la morte della figlia Anna Rosa, la bambina di quattro anni deceduta a Palermo in un caso di sospetta difterite, la madre rompe il silenzio e affida a Facebook un duro sfogo contro i sanitari che avevano seguito la piccola nelle fasi iniziali della malattia.

«Il dolore è mio e solo mio», scrive la donna, accusando alcuni medici di avere sottovalutato le condizioni della figlia. La madre contesta inoltre alcune ricostruzioni circolate nelle ultime ore, precisando che al momento la difterite resta una diagnosi da confermare definitivamente.

Il caso è ora al centro di un’inchiesta della Procura di Palermo, che ha disposto l’autopsia e il sequestro della salma. I carabinieri hanno inoltre acquisito le cartelle cliniche per ricostruire tutti i passaggi dell’assistenza sanitaria e verificare eventuali responsabilità.

Secondo quanto ricostruito finora, il primo accesso della bambina al pronto soccorso dell’ospedale Cervello risale alla sera del 13 agosto. Anna Rosa presentava febbre, vomito e difficoltà nell’alimentazione. Dopo gli accertamenti era stata dimessa con una diagnosi di tonsillite essudativa febbrile e con l’indicazione di tornare in ospedale in presenza di un peggioramento.

Le condizioni della piccola, però, non erano migliorate. Due giorni più tardi i genitori l’avevano riportata al pronto soccorso: la febbre non rispondeva alle cure e si erano aggiunti forte debolezza e rifiuto del cibo. Successivamente la bambina era stata intubata per insufficienza respiratoria e trasferita nella terapia intensiva pediatrica dell’Ospedale dei Bambini Di Cristina.

Proprio sulla prima fase dell’assistenza si concentra adesso lo sfogo della madre. Nel post la donna sostiene che non sarebbero stati i genitori a confondere la possibile difterite con una tonsillite e invita ad attendere gli accertamenti prima di arrivare a conclusioni definitive.

La madre attacca anche parte dell’informazione, accusando alcuni media di avere pubblicato ricostruzioni inesatte. Ricorda quindi che sono in corso indagini e chiede sostanzialmente silenzio e rispetto per la famiglia, affidando agli atti e agli accertamenti il compito di stabilire cosa sia realmente accaduto.

Resta infatti da chiarire definitivamente anche la causa della morte. I primi esami hanno indirizzato i sanitari verso la difterite, ma si attende la conferma degli accertamenti. La bambina, secondo quanto riferito dalle autorità sanitarie, non risultava vaccinata contro la malattia.

Intanto rimane ricoverato il cuginetto di quattro anni della piccola. Le sue condizioni, secondo il direttore sanitario dell’Azienda sanitaria Civico Domenico Cipolla, non destano particolare preoccupazione: presenta febbre, mal di gola e placche, con un quadro paragonabile al momento a una comune sindrome influenzale. Il bambino è stato sottoposto a tampone e si attendono risultati attendibili dopo le necessarie 48 ore.

Un elemento importante è che il piccolo risulta vaccinato. Cipolla ha spiegato che proprio la vaccinazione riduce fortemente il rischio di evoluzione verso forme gravi. Nel frattempo i familiari hanno effettuato la profilassi antibiotica, mentre l’Asp sta ricostruendo i contatti e verificando l’eventuale presenza di altri casi o portatori.

La vicenda ha avuto conseguenze immediate anche sul fronte della prevenzione. A Palermo, tra il 20 e il 21 agosto, è stato registrato un aumento delle vaccinazioni con l’esavalente, con una crescita stimata fino al 10% nei centri cittadini. Parallelamente prosegue l’indagine epidemiologica per ricostruire la possibile origine del contagio.

Sul piano giudiziario saranno ora l’autopsia, gli esami di laboratorio e l’analisi della documentazione sanitaria a fornire gli elementi necessari per stabilire con certezza la causa del decesso e ricostruire la sequenza degli interventi medici. Fino ad allora, le accuse formulate dalla madre nei confronti dei sanitari restano la posizione della famiglia, sulla quale saranno gli accertamenti in corso a fare chiarezza.


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