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Sull’Italia una fase dinamica tra fine marzo e inizio aprile con instabilità diffusa, correnti fredde e precipitazioni sopra media, mentre il Nord Europa resta più stabile
Le più recenti proiezioni meteo a medio-lungo termine delineano uno scenario in evoluzione per il bacino del Mediterraneo, destinato a rimanere esposto a frequenti impulsi instabili nella seconda metà di marzo e nei primi giorni di aprile. La presenza dell’alta pressione appare infatti meno stabile rispetto alle settimane precedenti, favorendo un contesto atmosferico più dinamico.
Le simulazioni indicano anomalie positive di pressione tra Atlantico settentrionale e Nord Europa, con i massimi anticiclonici spesso collocati tra Isole Britanniche e Scandinavia. Questa configurazione modifica il percorso delle perturbazioni atlantiche, che tendono a scivolare verso latitudini più meridionali, coinvolgendo con maggiore frequenza l’area mediterranea e quindi anche l’Italia.
Si tratta di un assetto tipico delle primavere instabili, in cui il Nord Europa beneficia di condizioni più miti e stabili, mentre il Sud del continente resta esposto a fasi perturbate. In questo contesto, tra la fine di marzo e l’inizio di aprile, alcune elaborazioni modellistiche evidenziano anche una possibile ondulazione della corrente a getto, con la formazione di una saccatura diretta verso l’Europa occidentale e il Mediterraneo centrale.
Per l’Italia ciò potrebbe tradursi in periodi caratterizzati da temperature inferiori alla media, piogge frequenti e locali episodi più intensi, con accumuli anche significativi. Non si escludono inoltre ritorni di nevicate in montagna, specie lungo la dorsale appenninica, in un contesto che richiama condizioni più tardo-invernali che primaverili.
Nel dettaglio delle tendenze previsionali, la giornata di giovedì 26 marzo dovrebbe vedere un Nord variabile con precipitazioni deboli e neve sulle Alpi, mentre il Centro presenterà nuvolosità irregolare e il Sud condizioni più stabili. Il 27 marzo si prospetta più perturbato, con piogge diffuse, fenomeni anche intensi su alcune aree e nevicate consistenti lungo l’Appennino centrale.
Il fine settimana potrebbe segnare un parziale miglioramento, con schiarite più ampie soprattutto al Nord e su parte del Centro, ma con residua instabilità al Sud. La tendenza per i giorni successivi, fino al 31 marzo, suggerisce un’alternanza tra fasi più stabili e nuovi passaggi perturbati, a conferma di una stagione primaverile avviata all’insegna della variabilità.
Nel complesso, il quadro generale evidenzia un avvio di primavera dinamico, con condizioni atmosferiche in continua evoluzione e una distribuzione delle perturbazioni che privilegia il Mediterraneo rispetto alle regioni settentrionali europee.