Pranzo al sacco nei lidi, Decaro sfida i gestori: scoppia la polemica

06 Luglio 2026   12:24  

Il presidente della Puglia ricorda che il cibo portato da casa è consentito, mentre associazioni balneari denunciano danni economici e problemi di decoro negli stabilimenti.

Il pranzo al sacco in spiaggia divide gestori e bagnanti e accende il dibattito in Puglia. Con l’aumento dei prezzi di bar, ristoranti e servizi balneari, numerose famiglie scelgono di portare da casa panini, focacce e bevande. Una pratica che alcuni stabilimenti considerano poco compatibile con il decoro e con l’offerta commerciale del lido, ma che non risulta vietata dalle disposizioni regionali.

La polemica è esplosa dopo le dichiarazioni di Assoturismo Capitanata, secondo cui l’ingresso negli stabilimenti con borse contenenti pasti completi potrebbe danneggiare l’immagine delle strutture e produrre conseguenze economiche per le attività di ristorazione interne. Le posizioni degli operatori hanno provocato la reazione delle associazioni dei consumatori e di molti frequentatori delle spiagge, contrari all’obbligo di acquistare cibo esclusivamente nei locali presenti all’interno delle concessioni.

A intervenire è stato il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, che attraverso un video pubblicato sui social ha difeso la possibilità di consumare alimenti acquistati altrove o preparati in casa. Il governatore ha sottolineato come il costo di ombrelloni e lettini sia già elevato, contestando l’idea che il presunto decoro possa trasformarsi nell’obbligo di rivolgersi al bar o al ristorante dello stabilimento.

Decaro ha richiamato le disposizioni introdotte dalla Regione nel 2019: sulle spiagge pugliesi, comprese quelle in concessione, è possibile introdurre e consumare cibo proprio. Il divieto riguarda invece l’impiego della plastica monouso. Piatti, bicchieri e posate devono quindi essere riutilizzabili oppure realizzati con materiali biodegradabili. Secondo il presidente, impedire il pranzo portato da casa equivarrebbe a imporre ai clienti di consumare necessariamente nei punti vendita del lido.

Il confronto si inserisce in una stagione segnata anche dai rincari. Un’indagine dell’Adoc condotta su trenta stabilimenti del Salento indica che, tra il 2021 e il 2026, il prezzo medio per un ombrellone e due lettini è passato da 25,32 a 31,75 euro, con un incremento del 25,39%. Le tariffe più alte sono state rilevate nell’area di Porto Cesareo e Nardò, dove la media raggiunge 42,50 euro, mentre nelle Marine Leccesi si attesta a 24,20 euro.

La discussione resta quindi aperta tra il diritto dei concessionari a organizzare i propri servizi e la libertà dei clienti di portare alimenti dall’esterno. Per la Regione, però, il principio è chiaro: la presenza di un servizio di ristorazione non può tradursi automaticamente nel divieto di consumare un semplice panino sotto l’ombrellone, purché vengano rispettate le norme ambientali e le comuni regole di pulizia.


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