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Alta pressione ancora dominante sull’Italia, ma infiltrazioni umide occidentali potranno innescare fenomeni intensi su Alpi, pianure del Nord e Appennino.
Il Ponte del 2 giugno si prepara a un quadro meteo diviso tra caldo estivo, stabilità prevalente e primi segnali di instabilità. L’anticiclone resterà la figura dominante sull’Italia, mantenendo temperature elevate e ampi spazi soleggiati, ma non sarà abbastanza solido da impedire del tutto l’ingresso di correnti più umide dai quadranti occidentali. Proprio queste infiltrazioni, a contatto con l’aria molto calda già presente sul Paese, potranno favorire lo sviluppo di temporali localmente forti.
La giornata di sabato 30 maggio dovrebbe trascorrere in gran parte stabile e soleggiata. Nel pomeriggio, però, l’instabilità potrà aumentare sui rilievi alpini, soprattutto sui settori occidentali, e nelle zone interne delle Isole maggiori, dove non si escludono rovesci o temporali isolati. Il caldo resterà comunque ben presente, con valori superiori alle medie del periodo.
Anche domenica 31 maggio sarà segnata dalla presenza dell’alta pressione, con tempo generalmente stabile su buona parte del Paese. Nel corso delle ore più calde, tuttavia, potranno formarsi nuovi temporali su Alpi e tratti dell’Appennino, con possibili sconfinamenti verso le pianure adiacenti del Nord. Si tratterà di fenomeni irregolari, ma localmente capaci di risultare intensi.
Durante il Ponte del 2 giugno, la situazione tenderà a diventare più dinamica. Lunedì 1 giugno potrebbero presentarsi temporali sui rilievi, mentre nella giornata di martedì 2 giugno il passaggio marginale di un fronte instabile potrebbe interessare soprattutto il Nord Italia, a partire dalle zone alpine e prealpine, con estensione verso la Pianura Padana. In alcuni casi i fenomeni potranno essere accompagnati da grandine, raffiche di vento e improvvisi cali termici.
Il Centro-Sud dovrebbe restare più protetto dall’anticiclone, con sole prevalente e caldo ancora marcato, salvo locali episodi pomeridiani lungo l’Appennino. La distanza temporale impone cautela sulla localizzazione dei fenomeni, ma la tendenza indica un ponte festivo non compromesso ovunque: più stabile al Centro-Sud, più variabile e temporalesco al Nord.