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Il processo federale in California mette Meta sotto pressione: 29 Stati contestano pratiche ritenute dannose per i minori e chiedono risarcimenti e cambiamenti alle piattaforme.
Giornata difficile a Wall Street per Meta Platforms, la società che controlla Facebook e Instagram, mentre in California prende il via uno dei procedimenti giudiziari più delicati mai affrontati dal gruppo sul fronte della tutela dei minori. Nel corso della seduta il titolo è arrivato a perdere oltre il 3,5%, scendendo in area 548 dollari, per poi recuperare parzialmente terreno. Nel pomeriggio del 18 agosto le azioni risultavano ancora in calo di circa il 3%.
A pesare sul mercato è soprattutto l'apertura del processo federale di Oakland, dove una coalizione composta da 29 procuratori generali statali accusa Meta di avere progettato alcune caratteristiche delle proprie piattaforme con modalità capaci, secondo la tesi dell'accusa, di favorire un utilizzo compulsivo da parte di bambini e adolescenti.
Il procedimento nasce dall'azione legale avviata nel 2023. In aula il fronte degli Stati è guidato dai rappresentanti di California, Colorado, New Jersey e Kentucky. Tra le contestazioni figura anche la presunta raccolta di informazioni personali appartenenti a utenti con meno di 13 anni senza un adeguato consenso dei genitori, comportamento che potrebbe configurare una violazione del Children's Online Privacy Protection Act, il COPPA.
Il procuratore generale della California Rob Bonta è uno dei principali promotori dell'iniziativa. Già a giugno Meta aveva tentato di ottenere la chiusura anticipata del procedimento, ma la giudice federale Yvonne Gonzalez Rogers aveva respinto la richiesta, consentendo alle principali contestazioni di arrivare al processo.
La posta in gioco economica è particolarmente rilevante. Secondo Reuters, gli Stati hanno formulato una possibile richiesta di sanzioni che potrebbe arrivare intorno ai 200 miliardi di dollari, mentre Meta sostiene che, applicando i criteri proposti dall'accusa, l'esposizione teorica potrebbe raggiungere addirittura 1.400 miliardi di dollari. Si tratta comunque di cifre potenziali, che non rappresentano una condanna già stabilita e che saranno oggetto del confronto processuale.
Il caso potrebbe inoltre produrre conseguenze che vanno oltre gli eventuali risarcimenti. Gli Stati chiedono infatti interventi sul funzionamento di Facebook e Instagram, con particolare attenzione alle caratteristiche utilizzate dagli utenti più giovani. Il procedimento sarà seguito da una giuria consultiva composta da otto persone, mentre la decisione finale resterà nelle mani della giudice Gonzalez Rogers.
Meta respinge le accuse e sostiene di avere investito negli anni in strumenti e sistemi destinati alla sicurezza degli adolescenti, contestando anche l'esistenza di prove sufficienti per collegare le proprie piattaforme ai danni descritti dagli Stati. Il processo dovrebbe durare diverse settimane e potrebbe vedere testimoniare alcuni dei massimi dirigenti del gruppo, compreso il fondatore e amministratore delegato Mark Zuckerberg e il responsabile di Instagram Adam Mosseri.
Il giudizio californiano arriva inoltre dopo altri procedimenti negli Stati Uniti riguardanti il rapporto tra social network, salute dei minori e protezione dei dati personali. Proprio per questo l'esito della causa viene seguito con particolare attenzione: una decisione sfavorevole a Meta potrebbe incidere non soltanto sui conti della società, ma anche sulle modalità con cui le grandi piattaforme digitali organizzano servizi e funzionalità rivolti agli utenti più giovani.