Flotilla, accuse pesantissime dopo Israele: ricoveri, indagini e testimonianze choc degli attivisti

22 Maggio 2026   15:42  

Circa cinquanta attivisti sarebbero stati curati a Istanbul, mentre la Procura di Roma analizza video, denunce e possibili nuovi reati legati alla detenzione in Israele.

Si allarga il caso della Flotilla diretta verso Gaza. Secondo quanto riferito da fonti della Global Sumud Flotilla, circa cinquanta attivisti sarebbero stati ricoverati a Istanbul per lesioni riportate durante il periodo di detenzione in Israele. Tra loro ci sarebbe anche un cittadino italiano, sulle cui condizioni sono in corso verifiche.

La portavoce italiana Maria Elena Delia ha spiegato che si sta cercando di ottenere un quadro più chiaro sullo stato di salute dell’attivista, mentre diversi partecipanti alla missione avrebbero denunciato ferite, traumi e condizioni psicologiche difficili. Le accuse, al momento, restano al vaglio delle autorità competenti.

Intanto la Procura di Roma, già impegnata negli accertamenti sull’abbordaggio delle imbarcazioni, starebbe valutando anche ipotesi di reato più gravi, tra cui tortura e violenza sessuale, oltre al sequestro di persona. I magistrati di piazzale Clodio hanno acquisito il video diffuso sui canali social del ministro israeliano della Sicurezza nazionale Itamar Ben-Gvir, in cui alcuni attivisti appaiono inginocchiati e con le mani legate dietro la schiena. Gli inquirenti dovranno verificare se nel filmato siano presenti anche cittadini italiani e valutare il contenuto delle frasi rivolte dal ministro ai fermati.

A Roma sono iniziate anche le audizioni degli attivisti rientrati in Italia. Tra i primi ascoltati, secondo quanto emerso, ci sarebbe il deputato del Movimento 5 Stelle Dario Carotenuto.

Nel frattempo, Dario Salvetti e Antonella Bundu, attivisti fiorentini appena rientrati da Israele, hanno raccontato la loro esperienza in conferenza stampa. I due hanno riferito di essere rimasti senza contatti con l’esterno dal momento del fermo fino al rientro in Italia. Hanno parlato di condizioni estremamente dure, di spostamenti con fascette ai polsi, testa abbassata e privazione di riferimenti giuridici chiari.

Secondo il loro racconto, i fermati sarebbero stati trattenuti in container circondati da filo spinato, senza adeguato accesso ad acqua, cibo e servizi igienici. Salvetti e Bundu hanno inoltre riferito di presunti episodi di uso di taser, molestie, colpi con pallini e pressioni fisiche e psicologiche. Si tratta di testimonianze che dovranno essere riscontrate nelle sedi giudiziarie.

Il team legale italiano della Flotilla sta raccogliendo le dichiarazioni degli attivisti rientrati e valuta un’integrazione alla denuncia già presentata lo scorso 19 maggio alla Procura di Roma. L’obiettivo è segnalare ai magistrati tutti i presunti reati subiti durante il fermo e la detenzione.

Sul piano internazionale il caso ha già provocato reazioni diplomatiche. Diverse testate estere hanno riportato critiche al video diffuso da Ben-Gvir e alle modalità di trattamento dei detenuti. Le autorità israeliane, dal canto loro, hanno respinto varie accuse di maltrattamenti, mentre il caso continua ad alimentare tensioni politiche e giudiziarie.


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