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Dopo la rinuncia di Femminella e Solinas, la difesa di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion passa a Simone Pillon, ex senatore ed esperto familiarista italiano.
Nuovo cambio di rotta nella vicenda della “famiglia nel bosco”. Gli avvocati Marco Femminella e Danila Solinas, entrambi del Foro di Chieti, hanno deciso di rinunciare al mandato difensivo nei confronti di Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, la coppia anglo-australiana finita al centro del caso giudiziario e mediatico legato alla scelta di vivere con i figli in un contesto isolato.
La decisione è stata confermata dagli stessi legali, che hanno motivato il passo indietro con l’assenza di una linea condivisa. «Non c’era una visione comune», avrebbe spiegato Solinas, sintetizzando così le ragioni della rinuncia. Secondo quanto emerso, le divergenze sulla strategia da seguire sarebbero diventate tali da rendere impossibile proseguire il rapporto professionale.
Femminella e Solinas erano subentrati lo scorso novembre all’avvocato Giovanni Angelucci, che a sua volta aveva lasciato l’incarico in modo inatteso. Anche in quel caso erano emerse difficoltà nella gestione della linea difensiva. Angelucci aveva parlato di un atteggiamento oppositivo da parte dei suoi assistiti e, in una nota, aveva spiegato di non poter «in tutta coscienza e nel rispetto della deontologia professionale» portare avanti una difesa ritenuta non aderente all’impostazione già concordata.
Ora la tutela legale della coppia passa a Simone Pillon, ex senatore della Lega, noto anche per il suo ruolo tra gli organizzatori e sostenitori del Family Day. Pillon, esperto di diritto di famiglia, prende dunque il posto dei due avvocati abruzzesi in una fase particolarmente delicata della vicenda.
Il nuovo avvicendamento conferma la complessità del caso, non solo sotto il profilo giudiziario, ma anche nella costruzione di una strategia difensiva condivisa. La posizione della coppia resta al centro dell’attenzione pubblica, mentre il nuovo legale sarà chiamato a ridefinire l’impostazione della difesa dopo una seconda rinuncia al mandato nel giro di pochi mesi.