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Lo sciame sismico non si arresta dopo il terremoto di magnitudo 4.7, mentre proseguono controlli, sgomberi e monitoraggi per garantire sicurezza ai cittadini.
La situazione ai Campi Flegrei resta in costante evoluzione dopo il violento terremoto di magnitudo 4.7 registrato nella serata di ieri, il più intenso rilevato nell'area negli ultimi quarant'anni. Lo sciame sismico continua infatti senza interruzioni e, secondo i dati registrati dalla rete di monitoraggio dell'INGV, sono già circa sessanta le scosse rilevate nelle ore successive all'evento principale, quasi tutte di lieve entità ma sufficienti a mantenere alta la preoccupazione tra la popolazione.
La scossa più significativa della notte ha raggiunto magnitudo 3.1 ed è stata registrata alle 5.47, risultando chiaramente avvertita nei comuni di Pozzuoli e Bacoli, oltre che in numerosi quartieri della parte occidentale di Napoli. Le autorità continuano a seguire l'evoluzione del fenomeno attraverso il Centro Coordinamento Soccorsi, riunito nuovamente in Prefettura per fare il punto sulla situazione e coordinare le attività di emergenza tra Protezione Civile, Vigili del Fuoco, amministrazioni locali e forze dell'ordine.
Nel corso della notte sono proseguite le verifiche sugli edifici danneggiati. I Vigili del Fuoco hanno disposto lo sgombero di 22 nuclei familiari, tra via Sannino e via San Vitagliano, mentre resta chiuso il porto di Pozzuoli. L'Autorità di Sistema Portuale del Mar Tirreno Centrale sta predisponendo un'ordinanza per interdire le aree demaniali sottostanti i costoni rocciosi ritenuti potenzialmente instabili a causa delle continue sollecitazioni sismiche.
Il sindaco di Bacoli, Josi Gerardo Della Ragione, ha confermato che sul territorio si sono verificati distacchi di intonaci e cedimenti di alcuni costoni, ma che, al momento, non sono state individuate abitazioni dichiarate inagibili né si registrano feriti nel comune. Proseguiranno nelle prossime ore i monitoraggi lungo la costa, in collaborazione con la Capitaneria di Porto, e i controlli sugli edifici scolastici.
Sul fronte sanitario, delle 21 persone rimaste ferite durante il sisma, cinque risultano ancora ricoverate in ospedale. Secondo quanto riferito dal prefetto di Napoli, Michele di Bari, tre pazienti sono in codice giallo e due in codice rosso. Le condizioni vengono monitorate costantemente, mentre i medici mantengono un atteggiamento prudente sull'evoluzione del quadro clinico.
La notte è stata particolarmente difficile per migliaia di residenti. Molti cittadini di Pozzuoli, Agnano e dei quartieri occidentali di Napoli hanno scelto di dormire all'aperto, nelle proprie automobili oppure presso amici e parenti, rinunciando a rientrare nelle abitazioni per il timore di nuove scosse. Le aree di accoglienza predisposte dai Comuni hanno ospitato numerose famiglie, mentre non sono mancate proteste per presunti ritardi nei soccorsi e per la carenza di informazioni sull'apertura dei punti di assistenza.
Tra gli interventi più delicati effettuati dai soccorritori figura il recupero di un 80enne allettato in via Fasano. L'uomo è stato evacuato attraverso un'autoscala grazie all'intervento degli specialisti del nucleo SAF (Speleo Alpino Fluviale), poiché le scale dell'edificio erano diventate impraticabili in seguito alle lesioni provocate dal terremoto. Numerose anche le richieste di aiuto per porte bloccate e appartamenti danneggiati.
Continuano intanto le verifiche tecniche sugli immobili, dalle quali stanno emergendo i primi provvedimenti di interdizione e sgombero degli edifici ritenuti non sicuri. Parallelamente proseguono gli interventi sulla rete idrica di Pozzuoli, dove il sisma ha provocato diverse perdite. Il servizio resta parzialmente sospeso in alcune aree della città, tra cui via Vecchia delle Vigne, II Traversa Coste d'Agnano, via Carlo Rosini e parte della zona bassa. Il Comune ha predisposto autobotti per garantire l'approvvigionamento idrico ai residenti, mentre i tecnici lavorano al ripristino delle condotte danneggiate e continuano il monitoraggio dell'intera rete.