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Caracas comunica un provvedimento unilaterale di rilascio di “un numero significativo” di detenuti, inclusi cittadini esteri; permane l’incertezza sulla sorte dell’operatore umanitario italiano.
Caracas si prepara a liberare molti detenuti stranieri e locali, possibile svolta per l’italiano Alberto Trentini detenuto da oltre un anno mentre cresce la pressione diplomatica internazionale su Caracas.
Il presidente dell’Assemblea nazionale del Venezuela, Jorge Rodríguez, ha reso noto giovedì che il governo bolivariano ha deciso di avviare il rilascio di un “numero importante” di detenuti, comprendendo sia cittadini venezuelani che stranieri trattenuti nelle carceri del Paese. Secondo quanto dichiarato alla stampa, si tratta di un’iniziativa assunta in modo “unilaterale” senza accordi preliminari con altri Stati, definita come gesto per “favorire e raggiungere la pace nazionale”.
Rodríguez non ha specificato il numero complessivo di persone interessate né ha fornito elenchi di nomi, rimandando a comunicazioni successive i dettagli sulle identità dei prigionieri liberati. Nel suo annuncio ha ringraziato gli attori internazionali coinvolti nella mediazione, tra cui l’ex presidente del governo spagnolo José Luis Rodríguez Zapatero, il presidente brasiliano Luiz Inácio Lula da Silva e il Qatar per il ruolo svolto nell’apertura del dialogo.
La notizia apre uno spiraglio di speranza per l’italiano Alberto Trentini, cooperante di 46 anni arrestato in Venezuela il 15 novembre 2024 mentre operava per un’organizzazione umanitaria e detenuto senza informazioni ufficiali sulla sua situazione da oltre 400 giorni. Fonti della Farnesina indicano che c’è ottimismo sulle probabilità che il suo nome sia incluso tra i rilasciati, ma manca ancora conferma ufficiale da parte delle autorità venezuelane.
La decisione di Caracas giunge in un contesto di forti tensioni politiche e diplomatiche nella regione, con pressioni internazionali per il rispetto dei diritti umani e la liberazione di prigionieri politici. Organizzazioni come Foro Penal stimano che in Venezuela siano detenute centinaia di persone per motivi politici, compresi numerosi cittadini stranieri, anche se le cifre precise sono difficili da verificare.
Mentre Roma segue con attenzione gli sviluppi, resta alta l’attenzione sulla tempistica del rilascio e sui criteri adottati per selezionare i detenuti che verranno rimessi in libertà. Le autorità italiane continuano il dialogo diplomatico con Caracas per ottenere maggiori informazioni e procedure chiare, in vista di una possibile repatriatione dei cittadini coinvolti.