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La direttrice contesta il recesso e rivendica il contratto fino al 2030. Colabianchi replica: “Siamo sereni, risponderanno gli avvocati”.
Il confronto tra Beatrice Venezi e il Teatro La Fenice entra ufficialmente sul terreno legale. La direttrice d’orchestra ha impugnato il recesso dal rapporto di collaborazione comunicato nelle scorse settimane dalla fondazione lirico-sinfonica veneziana, contestando la decisione assunta dal sovrintendente Nicola Colabianchi. La notizia, riportata da Repubblica.it e ripresa da diverse testate, arriva alla vigilia della presentazione della stagione 2026/2027 del teatro.
Attraverso una Pec inviata alla Fondazione, i legali di Venezi definiscono il provvedimento “nullo, illegittimo, inefficace e discriminatorio”. La direttrice sostiene di voler proseguire il proprio incarico secondo quanto previsto dal contratto, che avrebbe dovuto coprire il periodo dal 1° ottobre 2026 al 5 marzo 2030. Al centro della contestazione ci sarebbero le modalità e le motivazioni del recesso, considerate dalla professionista troppo generiche e non sufficientemente circostanziate.
Secondo quanto riportato, Venezi avrebbe appreso dagli organi di stampa la comunicazione con cui il Teatro annunciava l’interruzione della collaborazione. Nella lettera, i suoi avvocati contestano il richiamo a presunte dichiarazioni rilasciate a una testata internazionale, ritenute dalla Fondazione lesive dell’immagine del teatro e dell’orchestra. Per la direttrice, invece, quelle contestazioni non sarebbero state indicate in modo puntuale.
La musicista ribadisce inoltre la propria disponibilità a svolgere le attività artistiche, organizzative e produttive previste dall’accordo. Nella comunicazione viene sostenuto che la dirigenza avrebbe posto in essere iniziative tali da ostacolare l’esecuzione delle prestazioni professionali. I legali si riservano ora ulteriori azioni a tutela dei diritti e degli interessi della loro assistita.
La replica di Nicola Colabianchi è arrivata durante la conferenza stampa di presentazione della nuova stagione della Fenice. Il sovrintendente ha dichiarato che Venezi è libera di procedere, precisando che il teatro non ha alcun problema e che saranno gli avvocati a rispondere nelle sedi opportune. Colabianchi ha ribadito la posizione della Fondazione: “Siamo totalmente tranquilli”.
Il sovrintendente ha escluso, almeno allo stato attuale, l’ipotesi di un accordo economico con la direttrice. Ha poi aggiunto che il teatro ritiene di aver rispettato ogni passaggio dal punto di vista contrattuale e che la linea da seguire sarà definita con il supporto dei legali.
Resta aperto anche il nodo della futura direzione musicale. Colabianchi ha spiegato che al momento non esiste una scelta già definita per individuare una nuova figura. Dopo il caso Venezi, la Fondazione intende prendersi tempo prima di valutare profili adatti, anche internazionali, capaci di portare valore aggiunto al teatro.
La vicenda arriva dopo mesi di tensioni intorno alla nomina di Venezi, annunciata nel 2025 e poi travolta da proteste interne, critiche sindacali e polemiche pubbliche. Ora il caso esce dal confronto istituzionale e approda in una fase più delicata, destinata a svilupparsi sul piano giuridico e, con ogni probabilità, anche su quello mediatico.