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Una decisione storica dei giudici statunitensi frena i poteri presidenziali sull’imposizione tariffaria e scuote immediatamente i mercati finanziari europei con rialzi diffusi.
La Corte Suprema degli Stati Uniti ha annullato i dazi voluti dall’ex presidente Donald Trump, dichiarando illegittimo il ricorso all’International Emergency Powers Act per introdurre nuove tariffe commerciali. La decisione, adottata con sei voti favorevoli e tre contrari, segna un passaggio rilevante nei rapporti tra Casa Bianca e Congresso in materia economica.
Secondo quanto riferito da Bloomberg, i giudici hanno stabilito che la norma invocata dall’allora presidente – utilizzata nel contesto del cosiddetto “Liberation Day” – non attribuisce in modo esplicito il potere di imporre tariffe doganali. La legge, approvata negli anni Settanta per delimitare le prerogative presidenziali dopo le misure adottate da Richard Nixon in seguito alla crisi del sistema di Bretton Woods, consente interventi in presenza di “minacce straordinarie” ma non menziona espressamente i dazi.
La Corte ha ribadito che la competenza primaria in materia fiscale e tariffaria resta al Congresso, al quale spettano eventuali deleghe specifiche. Un chiarimento che potrebbe avere ripercussioni sugli equilibri istituzionali e sulle future strategie commerciali degli Stati Uniti.
Immediata la reazione dei mercati. Le Borse europee hanno accelerato dopo la pronuncia: Milano ha guadagnato l’1,5%, Parigi l’1%, Francoforte e Madrid lo 0,5%, mentre Londra ha chiuso a +0,7%. Sul fronte valutario, l’euro si è mantenuto stabile a quota 1,1776 dollari. Poco variati i rendimenti dei titoli di Stato, con lo spread Btp-Bund fermo a 60 punti base.
La sentenza si inserisce in un quadro di tensioni commerciali globali che negli ultimi anni hanno inciso su scambi, investimenti e catene di approvvigionamento. Con questo pronunciamento, la Suprema Corte riafferma i limiti dei poteri esecutivi in ambito economico, riportando al centro il ruolo del legislatore federale.