Petrolio alle stelle, governo corre ai ripari: taglio accise imminente

18 Marzo 2026   18:23  

Dopo le tensioni in Medio Oriente e l’attacco agli impianti iraniani, il prezzo del greggio torna a salire mentre il governo prepara misure urgenti contro rincari e speculazioni

Il prezzo del petrolio torna a crescere con decisione sui mercati internazionali, spinto dalle nuove tensioni geopolitiche legate alla crisi in Iran e agli attacchi contro infrastrutture energetiche strategiche. Le quotazioni, inizialmente in calo, hanno invertito rapidamente la rotta: il Wti si è attestato attorno ai 98 dollari al barile, mentre il Brent ha superato i 108 dollari, segnando un aumento significativo nel corso della giornata.

A incidere sull’andamento del mercato è stata la reazione di Teheran, che ha annunciato possibili rappresaglie dopo i raid contro gli impianti di Asaluyeh. Il rischio di un’escalation ha immediatamente alimentato timori sulla stabilità delle forniture globali, con effetti diretti anche sui prezzi del gas e sui mercati finanziari europei e statunitensi.

In questo scenario, il governo italiano accelera sul dossier carburanti. A Palazzo Chigi si è svolto un vertice tra la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti e il responsabile dell’Ambiente Gilberto Pichetto, con l’obiettivo di definire un primo pacchetto di interventi. Le misure, attese in Consiglio dei ministri, dovrebbero avere carattere temporaneo e prevedere risorse inferiori al miliardo di euro, con possibilità di proroga in base all’evoluzione della crisi.

Tra le ipotesi principali figura un taglio delle accise, destinato a tradursi in uno sconto immediato alla pompa. Il vicepremier Matteo Salvini ha indicato come obiettivo un prezzo del gasolio sotto 1,90 euro al litro, sottolineando la necessità di sostenere famiglie e imprese. Parallelamente, il governo valuta l’introduzione di un tetto ai prezzi e un rafforzamento dei controlli contro eventuali speculazioni lungo la filiera.

Una bozza del decreto prevede infatti un sistema di monitoraggio affidato a Mr Prezzi, Guardia di Finanza e Antitrust, con la possibilità di segnalazioni alla magistratura in caso di presunte manovre speculative. L’intervento punta a garantire maggiore trasparenza nei meccanismi di formazione dei prezzi.

Sul fronte politico, la segretaria del Partito Democratico Elly Schlein sollecita un intervento rapido, evidenziando un incremento della spesa quotidiana per i carburanti pari a oltre 16 milioni di euro. Il Codacons, dal canto suo, ritiene necessario un taglio minimo di 20 centesimi al litro per generare benefici concreti, stimando un risparmio annuo fino a 366 euro per automobilista in caso di riduzioni più consistenti.

Le tensioni internazionali hanno avuto riflessi immediati anche sui mercati finanziari: le Borse europee mostrano segnali di incertezza, mentre i rendimenti dei titoli di Stato risultano in aumento, alimentando timori di nuove pressioni inflattive. Uno scenario che conferma come l’evoluzione della crisi energetica resti un elemento centrale per l’economia globale nelle prossime settimane.


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