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Dalle chat estremiste ai manuali per costruire armi e ordigni, l’indagine dei carabinieri svela una rete giovanile radicalizzata tra diverse regioni italiane
Un’operazione dei carabinieri del Ros ha portato all’arresto di un 17enne di Pescara, residente in Umbria, accusato di aver pianificato una strage in ambito scolastico. Il giovane è indagato per propaganda e istigazione a delinquere con finalità di odio razziale, etnico e religioso, oltre che per detenzione di materiale con finalità di terrorismo.
Secondo quanto emerso dalle indagini coordinate dalla Procura dei minori dell’Aquila, il ragazzo stava raccogliendo informazioni dettagliate per la fabbricazione di armi da fuoco e ordigni, inclusi composti chimici pericolosi. Tra il materiale sequestrato figurano documenti tecnici, manuali operativi e indicazioni su sostanze esplosive come il TATP, noto per la sua elevata instabilità e già utilizzato in attentati internazionali.
Gli investigatori hanno inoltre accertato la partecipazione del minorenne a gruppi online di matrice estremista, tra cui una chat denominata “Werwolf Division”, in cui venivano condivisi contenuti di propaganda suprematista e celebrati autori di stragi di massa. In questo contesto sarebbe maturata l’ipotesi di un’azione violenta ispirata a precedenti episodi avvenuti in contesti scolastici.
L’inchiesta si è estesa su più territori, coinvolgendo Abruzzo, Umbria, Emilia-Romagna e Toscana, con sette giovani indagati per gli stessi reati. Le perquisizioni, effettuate anche nelle province di Teramo, Bologna e Arezzo, hanno portato al sequestro di dispositivi elettronici ora al vaglio degli inquirenti per chiarire il livello di coinvolgimento dei soggetti coinvolti.
Il 17enne era già stato oggetto di attenzione investigativa in un precedente filone d’indagine su ambienti virtuali di estrema destra, caratterizzati da posizioni neonaziste, xenofobe e antisemite. Gli accertamenti hanno evidenziato un contesto internazionale di riferimento, alimentato da canali social che diffondono contenuti violenti e radicali.
Sul caso è intervenuto anche il ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, che ha sottolineato la necessità di una riflessione urgente sull’uso dei social network da parte dei minori. Il ministro ha evidenziato come l’accesso a contenuti pericolosi e informazioni sensibili rappresenti una sfida concreta per le istituzioni, richiedendo interventi normativi e una maggiore collaborazione con le piattaforme digitali.
L’indagine resta aperta e mira a ricostruire nel dettaglio la rete di contatti e le eventuali responsabilità dei soggetti coinvolti, in un quadro che evidenzia la crescente attenzione delle autorità verso fenomeni di radicalizzazione giovanile online.