Milano sotto assedio, negozi blindati e nuove proteste: cresce la paura

19 Ottobre 2026   20:17  

Dopo due giorni di violenze e saccheggi nel centro di Milano, i grandi marchi della moda chiudono per precauzione. Danni milionari, tensioni politiche e nuove mobilitazioni annunciate.

La tensione resta altissima a Milano, dove le violenze e i saccheggi che hanno interessato il centro cittadino durante il fine settimana continuano a produrre conseguenze sulla vita economica e sociale. Nel Quadrilatero della Moda, cuore dello shopping internazionale, numerose boutique hanno deciso di abbassare le serrande per timore di ulteriori disordini. Intanto, sui social, il neonato Movimento 17 ottobre annuncia nuove manifestazioni, mentre le istituzioni chiedono una risposta capace di garantire sicurezza e prevenzione.

Il clima di preoccupazione è evidente soprattutto nelle vie dello shopping di lusso. In via Montenapoleone hanno sospeso l'attività marchi prestigiosi come Chanel, Hermès e Pomellato, mentre in via Monti la boutique Goyard ha esposto un avviso per comunicare la chiusura legata alle manifestazioni.

In via Manzoni è stata posizionata una camionetta della polizia, segnale dell'attenzione delle forze dell'ordine verso possibili nuovi episodi di violenza. Tra i commercianti prevale l'incertezza: alcuni hanno preferito interrompere temporaneamente l'attività, altri continuano a lavorare monitorando l'evoluzione della situazione.

A preoccupare non sono soltanto gli eventuali danni materiali, ma anche le ripercussioni sull'immagine internazionale della città, considerata uno dei principali riferimenti europei per la moda, il turismo e il commercio.

Nuove manifestazioni annunciate dal Movimento 17 ottobre

Ad alimentare il timore di ulteriori tensioni è l'annuncio diffuso attraverso Instagram dal Movimento 17 ottobre, una nuova realtà che ha proclamato una mobilitazione permanente contro il governo.

L'iniziativa prevede appuntamenti ogni sabato alle ore 15 in diverse piazze italiane, a cominciare proprio da Milano.

Nei messaggi pubblicati sui social, il movimento utilizza espressioni fortemente critiche nei confronti delle istituzioni e delle forze dell'ordine, respingendo le accuse di violenza rivolte ai manifestanti.

Tra i contenuti comparsi sulla pagina figura anche un filmato che mostrerebbe alcuni giovani coinvolti nei saccheggi mentre consegnano merce sottratta ai negozi a una persona senza dimora. Il video viene presentato dagli autori come un episodio di «esproprio proletario».

La pagina invita inoltre i sostenitori a partecipare a un gruppo Telegram, utilizzato per organizzare e coordinare le iniziative.

Scontri verbali e spintoni durante il presidio del centrodestra

La situazione è diventata particolarmente delicata anche in corso Vittorio Emanuele, a poca distanza da piazza Duomo, dove alcune forze politiche del centrodestra avevano organizzato un presidio.

Durante la manifestazione, caratterizzata dalla presenza di uno striscione con la scritta «Vi remigreremo tutti», un gruppo di ragazzi e ragazze si è avvicinato ai partecipanti.

Il confronto è rapidamente degenerato in insulti, urla e spintoni, accompagnati dall'esplosione di alcuni petardi.

Gli agenti presenti sono intervenuti per separare i gruppi e impedire che la situazione producesse ulteriori conseguenze.

L'episodio conferma il clima di forte contrapposizione che attraversa la città dopo le violenze del fine settimana.

Sala incontra i commercianti: «Milano non deve cedere alla paura»

Il sindaco Giuseppe Sala ha effettuato un sopralluogo nelle attività commerciali danneggiate, accompagnato dal presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli.

Durante la visita, il primo cittadino ha incontrato negozianti e lavoratori ancora scossi dagli assalti che hanno interessato il centro.

Sala ha condannato gli episodi verificatisi sabato e domenica, definendo inaccettabili e ingiustificabili le aggressioni contro le forze dell'ordine e gli attacchi agli esercizi commerciali.

Il sindaco ha inoltre manifestato preoccupazione per la possibilità che le tensioni possano proseguire, sottolineando come il problema non riguardi esclusivamente Milano.

Particolarmente significativo, secondo il primo cittadino, è stato l'incontro con una giovane dipendente di un negozio in Galleria Passerella, aggredita durante i disordini e tornata regolarmente al lavoro il giorno successivo.

Un episodio che Sala ha indicato come testimonianza della determinazione dei cittadini e degli operatori economici a riprendere le proprie attività nonostante quanto accaduto.

Il sindaco ha infine invitato le forze politiche a evitare strumentalizzazioni, evidenziando la necessità di affrontare una fase particolarmente complessa.

Danni per un milione di euro, ma il conto potrebbe aumentare

Le conseguenze economiche delle devastazioni iniziano ad assumere dimensioni rilevanti.

Secondo le stime diffuse da Marco Barbieri, segretario generale di Confcommercio Milano, i danni materiali agli esercizi commerciali avrebbero già raggiunto circa un milione di euro, raddoppiando rispetto alla valutazione iniziale di 500mila euro.

Una cifra che, tuttavia, rappresenta soltanto una parte delle perdite complessive.

Alle spese necessarie per riparare vetrine, strutture e arredi si aggiungono infatti i mancati incassi delle attività costrette alla chiusura, oltre alle prime cancellazioni registrate nel settore turistico.

Particolarmente preoccupanti, secondo Confcommercio, sono le disdette negli alberghi e nei ristoranti, soprattutto da parte di visitatori stranieri che temono di trovarsi coinvolti in nuovi disordini.

Il rischio riguarda quindi anche la reputazione della città, con possibili conseguenze per un comparto economico che dipende in misura significativa dall'arrivo di turisti e clienti internazionali.

Confcommercio chiede interventi sociali oltre al rafforzamento della sicurezza

Per l'associazione dei commercianti, la risposta agli episodi di violenza non può limitarsi all'impiego delle forze dell'ordine.

Barbieri ha sottolineato la necessità di affiancare alle misure di sicurezza interventi educativi, sociali e urbanistici, capaci di affrontare le condizioni che possono favorire fenomeni di marginalità e disagio giovanile.

L'attenzione si concentra soprattutto su alcune periferie caratterizzate dalla scarsità di luoghi di aggregazione e dalla progressiva scomparsa delle attività commerciali di prossimità.

Secondo Confcommercio, la presenza di negozi, servizi e spazi condivisi rappresenta un elemento importante per mantenere vivi i quartieri e rafforzare le relazioni tra residenti.

In questa direzione si inserisce il progetto Cities, promosso dall'associazione per sostenere la rigenerazione urbana e contrastare la desertificazione commerciale.

L'obiettivo è favorire una maggiore integrazione tra abitazioni, attività economiche e luoghi di socializzazione, evitando che intere zone della città diventino esclusivamente quartieri dormitorio.

Milano resta dunque in una fase di particolare attenzione, tra le nuove mobilitazioni annunciate, la necessità di garantire la sicurezza e le richieste degli operatori economici di interventi strutturali.

Mentre prosegue la valutazione dei danni, commercianti e lavoratori cercano di riportare alla normalità le attività del centro, in attesa di capire se le prossime manifestazioni porteranno ulteriori tensioni oppure consentiranno alla città di superare le conseguenze delle violenze degli ultimi giorni.


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