Messaggi inquietanti sui social: denunciato un ragazzo di appena 14 anni

10 Ottobre 2026   12:43  

La Polizia Postale e la Digos identificano un minorenne attraverso un account social: sequestrati smartphone, abbigliamento con simboli nazisti, appunti e materiale ritenuto investigativamente rilevante.

Un account sui social network contenente messaggi dal contenuto violento e riferimenti ad azioni da compiere all'interno di una scuola ha portato alla denuncia di un ragazzo di 14 anni nel Catanese. Il minorenne è stato segnalato alla Procura per i minorenni di Catania al termine di un'indagine condotta dalla Polizia Postale insieme alla Digos della Questura di Catania.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, attraverso il proprio profilo il quattordicenne avrebbe pubblicato contenuti nei quali, utilizzando anche caratteri dell'alfabeto cirillico, faceva riferimenti a stragi e atti di terrorismo, oltre ad alludere alla possibilità di commettere azioni violente in ambiente scolastico.

In alcune immagini il ragazzo sarebbe inoltre apparso con un casco militare e una videocamera indossabile. Elementi che, insieme ai contenuti pubblicati online, hanno determinato ulteriori approfondimenti investigativi.

L'attività della polizia è partita da una segnalazione arrivata dal Servizio Polizia Postale e della Sicurezza Cibernetica di Roma. Le successive verifiche effettuate dagli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica e dagli investigatori della Digos etnea hanno consentito di risalire all'identità del presunto titolare dell'account.

Una volta individuato il ragazzo, gli agenti hanno eseguito una perquisizione domiciliare e informatica nella sua abitazione, situata nella provincia di Catania.

Durante il controllo della stanza utilizzata dal quattordicenne, gli investigatori hanno rinvenuto diverso materiale successivamente sottoposto a sequestro. Tra gli oggetti segnalati dalla polizia figurano capi di abbigliamento con frasi discriminatorie, simboli riconducibili al nazismo e svastiche, un casco militare, alcuni appunti scritti a mano e quello che viene descritto come un rudimentale giubbotto antiproiettile.

Particolare attenzione è stata dedicata anche ai dispositivi elettronici utilizzati dal ragazzo.

Sul suo smartphone gli investigatori avrebbero individuato proprio l'account social dal quale sarebbero stati diffusi i contenuti che avevano originariamente fatto scattare la segnalazione. Nel dispositivo sarebbero state trovate anche ricerche effettuate online riguardanti armi e pistole.

Il materiale rinvenuto durante le operazioni è stato quindi sequestrato per consentire ulteriori verifiche tecniche e stabilire con maggiore precisione la natura e la portata dell'attività svolta online dal minorenne.

Gli approfondimenti sul materiale informatico sono stati delegati dalla Procura per i minorenni di Catania agli specialisti del Centro operativo per la sicurezza cibernetica della Polizia Postale e agli investigatori della Digos.

Le prime analisi avrebbero già consentito di individuare ulteriori elementi considerati di interesse investigativo, sui quali saranno effettuati nuovi accertamenti.

La vicenda resta quindi al centro dell'attività degli inquirenti, chiamati ora a ricostruire il contesto nel quale sarebbero maturati i contenuti pubblicati sui social e a verificare ogni elemento recuperato dai dispositivi sequestrati.

Al quattordicenne viene contestata la diffusione di notizie e informazioni dal contenuto violento e apologetico, con particolare riferimento alle allusioni relative alla possibile commissione di atti violenti in ambito scolastico.

Trattandosi di un minorenne e di un procedimento ancora nella fase delle indagini, gli elementi contestati dovranno essere verificati nelle successive fasi dell'attività giudiziaria. L'identità del ragazzo, come previsto dalle norme a tutela dei minori coinvolti in procedimenti giudiziari, non è stata resa pubblica.


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