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Dopo l’irruzione artica, l’Europa resta in assetto invernale con fasi fredde, precipitazioni frequenti e circolazione molto dinamica fino alla terza decade del mese.
Con l’avvio del nuovo anno, l’Europa è entrata in una fase pienamente invernale, caratterizzata da un vasto afflusso di aria molto fredda di origine artica. Le temperature si sono portate ben al di sotto delle medie stagionali su ampie porzioni del continente, in particolare su Scandinavia, Europa centrale ed Europa orientale, delineando una configurazione barica estesa e persistente.
In questo contesto, il freddo tende a mantenersi protagonista e, nel corso dei giorni, a scivolare progressivamente verso sud. Le masse d’aria fredda raggiungono anche il Mediterraneo, dove entrano in interazione con correnti di diversa origine, favorendo una fase più perturbata. Ne consegue un aumento delle precipitazioni, spesso superiori alla media, anche sull’Italia, con nevicate a quote basse, soprattutto sulle regioni del Centro-Sud. Le temperature risultano generalmente sotto media, con valori più prossimi alla norma solo su alcune aree meridionali e sul Mediterraneo orientale.
Nel periodo 12-19 gennaio, i principali modelli numerici indicano un cambio di circolazione: la configurazione diventa più atlantica, con il fronte polare disposto su latitudini relativamente basse e un aumento della pressione tra Baltico e Scandinavia. Il freddo più intenso rimane confinato tra Nord ed Est Europa, mentre sull’Europa centro-occidentale prevale un flusso oceanico più teso. Le temperature risultano quindi meno rigide, pur mantenendo un chiaro carattere invernale, e le perturbazioni scorrono più rapidamente, alimentando una variabilità frequente tra Europa occidentale e bacino del Mediterraneo.
Tra 19 e 25 gennaio, il canale atlantico resta attivo e continua a interessare anche il Mediterraneo. Le precipitazioni si mantengono sopra la media su parte dell’Europa centro-occidentale e sull’Italia, mentre le temperature tendono a riportarsi su valori lievemente superiori alla norma, segnando una fase meno fredda rispetto all’inizio del mese, ma sempre instabile e dinamica. Si tratta, in ogni caso, di una tendenza probabilistica, soggetta a possibili variazioni, soprattutto nella terza settimana.
Nel dettaglio, la settimana centrale di gennaio vedrà un’alternanza di nubi, piogge e schiarite al Nord, con nevicate a tratti su Alpi e Appennino, mentre al Centro non mancheranno fasi instabili, in particolare lungo il versante tirrenico e sulle aree interne. Al Sud e sulle Isole maggiori, le condizioni resteranno variabili, con piogge localmente intense e neve sui rilievi, alternate a pause più asciutte.
Nel complesso, il mese di gennaio si conferma segnato da una circolazione atmosferica mobile, senza lunghe fasi stabili, con freddo a tratti, perturbazioni ricorrenti e un inverno che continua a mostrare il suo volto più dinamico, soprattutto sull’area mediterranea.