Caldo agli sgoccioli, cambia tutto: temporali e temperature finalmente in discesa

13 Agosto 2026   11:34  

Una perturbazione atlantica prepara il cambio di scenario sull’Italia: temporali, grandine e calo termico avanzeranno progressivamente dal Nord verso le regioni meridionali nei prossimi giorni.

Il dominio dell’anticiclone africano sull’Italia potrebbe avere ormai le ore contate. Dopo giorni caratterizzati da temperature molto elevate e bollini rossi in gran parte del Paese, una perturbazione proveniente dall’Atlantico si prepara a modificare progressivamente il quadro meteorologico, iniziando dalle regioni settentrionali e portando con sé aria più fresca, rovesci e temporali.

I primi segnali del cambiamento sono già arrivati. Nelle ultime ore la Toscana è stata interessata da fenomeni temporaleschi che hanno richiesto numerosi interventi dei vigili del fuoco, in particolare nell’area di Firenze, nel Grossetano e nella Tuscia viterbese. A Celleno una violenta grandinata ha provocato pesanti conseguenze alle coltivazioni, mentre a Calcata è stata segnalata una tromba d’aria.

L’instabilità si è spinta anche nel Lazio. Nel pomeriggio pioggia e vento hanno raggiunto i Castelli Romani, alle porte di Roma, causando la caduta di alberi e rami. Diverse richieste di intervento hanno riguardato anche cornicioni e tegole resi instabili dal maltempo. Si tratta delle prime manifestazioni di una situazione atmosferica destinata a diventare più dinamica nei prossimi giorni.

A determinare la svolta potrebbe essere l’ingresso di aria più fredda in quota, capace di indebolire l’alta pressione subtropicale responsabile della quarta importante ondata di calore dell’estate.

Il meteorologo Matteo Rossi, previsore del Consorzio Lamma, spiega tuttavia che molto dipenderà dalla traiettoria e dall’intensità della saccatura atlantica. Se riuscirà ad avanzare con decisione verso l’Italia, aumenterà sensibilmente la possibilità di temporali intensi sulle regioni tirreniche, sul Nord-Ovest e sul Piemonte. L’aria più fresca presente alle alte quote incontrerà infatti masse d’aria molto calde negli strati inferiori dell’atmosfera.

Un contrasto che, insieme alle elevate temperature del Mediterraneo, può fornire energia allo sviluppo di celle temporalesche particolarmente organizzate, accompagnate localmente da fulmini, forti raffiche di vento e grandinate. Se invece la depressione dovesse rimanere più occidentale, isolandosi sul Mediterraneo occidentale, gli effetti sull’Italia potrebbero risultare meno diffusi, concentrandosi soprattutto sulla Sardegna e lungo le coste tirreniche.

Le previsioni indicano dunque una fase ancora caratterizzata da una certa incertezza. Dopo i fenomeni già osservati tra Toscana e Lazio, le precipitazioni potrebbero diventare più insistenti al Nord durante il fine settimana, mentre per un cambiamento più evidente sulle regioni del Centro-Sud potrebbe essere necessario attendere l’inizio della prossima settimana.

La fase instabile potrebbe inoltre protrarsi per diversi giorni, con piogge e rovesci possibili almeno fino a venerdì. Un miglioramento più deciso viene al momento prospettato per il fine settimana compreso tra 22 e 24 agosto, quando anche al Sud il caldo potrebbe presentarsi in forma decisamente meno estrema, con massime generalmente nell’ordine dei 30-32 gradi. La previsione a questa distanza temporale dovrà comunque essere confermata dai successivi aggiornamenti dei modelli.

Il progressivo ridimensionamento dell’ondata di calore emerge anche dal sistema nazionale di allerta del Ministero della Salute, che monitora 27 città italiane attraverso bollettini giornalieri articolati su differenti livelli di rischio. Il livello rosso indica condizioni che possono determinare conseguenze sulla salute non soltanto delle persone considerate più fragili, ma della popolazione nel suo complesso.

Il miglioramento delle condizioni meteorologiche sarebbe particolarmente importante anche sul fronte degli incendi boschivi. Caldo prolungato e vegetazione secca hanno favorito nelle ultime settimane la propagazione delle fiamme in diverse aree.

Particolarmente grave resta la situazione sul Monte Barone, nell’alta Valsessera, nel Biellese. L’incendio è attivo da oltre una settimana e ha già interessato circa mille ettari di territorio, avvicinandosi anche alle zone dei rifugi.

L’arrivo delle correnti atlantiche potrebbe quindi segnare una svolta importante dopo una lunga fase dominata da afa e temperature eccezionalmente elevate. Non sarà necessariamente un passaggio immediato dall’estate al fresco: il cambiamento dovrebbe procedere gradualmente e con differenze significative tra Nord e Sud.

La conseguenza più evidente sarà però il progressivo arretramento dell’anticiclone africano. E dopo settimane di caldo intenso, il nuovo problema potrebbe diventare esattamente opposto: l’energia accumulata nell’atmosfera e nel Mediterraneo potrà infatti favorire, dove si creeranno le condizioni appropriate, temporali localmente molto intensi.


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